
Nello studio di In Onda, botta e risposta tra Luca Telese e Italo Bocchino sulla scelta de Il Tempo di pubblicare in un articolo i costi del programma Report. “Questo non c’entra con Ranucci. Perché si colpisce Report?”, spiega il conduttore.
Quanto costa Report? Telese sull’articolo de Il Tempo: “Un’operazione un po’ scorretta. …Luca Telese
Luca Telese ha definito l’articolo de Il Tempo sui costi di Report come “un’operazione un po’ scorretta” durante la trasmissione In Onda su LA7.
Il dibattito e i dati emersi ruotano attorno ai seguenti punti chiave:
Le cifre pubblicate da Il Tempo
Secondo l’inchiesta del quotidiano diretto da Tommaso Capezzone (basata su un documento interno della RAI), la spesa per i compensi dei circa 30 giornalisti e autori di Report sarebbe passata da 2,2 milioni di euro (stagione 2022-2023) a oltre 2,9 milioni di euro nell’ultimo triennio.
- L’articolo sosteneva che ben 11 giornalisti su 30 superassero i 100.000 euro all’anno, con figure di vertice che toccherebbero picchi compresi tra i 200.000 e i 300.000 euro lordi.
- Il conduttore Sigfrido Ranucci, in quanto dipendente RAI, percepisce il tetto massimo aziendale stabilito a 240.000 euro lordi annui.
La posizione di Luca Telese e la replica di Report
Il conduttore Luca Telese ha contestato l’approccio del giornale, sottolineando che il conduttore Ranucci non c’entra direttamente con quelle cifre e domandandosi apertamente perché si sia voluto colpire in quel modo la redazione di Report. [1, 2]
La redazione del programma d’inchiesta e i suoi sostenitori hanno immediatamente replicato spiegando l’errore metodologico (o la strumentalizzazione) dell’articolo:
- Trasmissione autoprodotta: I giornalisti di Report lavorano prevalentemente come autonomi a partita IVA. Le cifre lorde indicate da Il Tempo non rappresentano il guadagno netto o lo stipendio pulito dei singoli inviati. [1]
- Costi di produzione inclusi: Trattandosi di un modello autoprodotto, all’interno di quelle somme sono comprese tutte le spese vive per realizzare le inchieste, tra cui trasferte in Italia e all’estero, hotel, montaggio video e noleggio dei mezzi. [1]
Pubblicare quelle cifre spacciandole per semplici “stipendi faraonici” è stato quindi criticato da Telese e dai giornalisti del programma come un modo surrettizio per mettere in cattiva luce la trasmissione davanti al pubblico del servizio radiotelevisivo.
