Ci dividono in famiglia
Ci dividono in famiglia

AUTOTRASPORTI AL SUD: IL CORAGGIO DI RESISTERE, LA VERGOGNA DI ESSERE LASCIATI SOLI!
Cari amici, la situazione nei presidi del Mezzogiorno – dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata e Calabria fino alla Sicilia – sta diventando insostenibile e sempre più drammatica. Guardando a quello che sta succedendo in queste ore, c’è un dato che deve farci riflettere e che fa male al cuore: la totale incertezza e il senso di abbandono in cui stanno versando i nostri lavoratori.
Sentir parlare di sospensioni, di spaccature o di posizioni non chiare tra i vari presidi regionali è un pugno nello stomaco. Perché la realtà la conosciamo tutti: chi sta per strada da giorni non lo fa per divertimento, ma per difendere la propria dignità, il proprio lavoro e il futuro delle proprie famiglie di fronte a costi ormai insostenibili. E cos’ha ottenuto finora la Sicilia? Cos’hanno ottenuto gli altri presidi? Nulla. Assolutamente nulla di concreto.
Ci ritroviamo ancora una volta di fronte alla solita storia: ci dividono, ci lasciano nell’ambiguità e ci costringono a giocare una partita in cui il Sud parte sempre svantaggiato. C’è chi tenta di tirar via le ruote prima ancora di aver visto garanzie scritte, mentre gli altri restano nel caos, senza sapere quale strada intraprendere e senza una regia comune che dia forza a una protesta sacrosanta.
Per uscire da questa impasse delicata che il Paese sta attraversando, servono scelte drastiche e una svolta politica immediata. Non si può più pensare di risolvere una crisi di questa portata con chi ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione: personaggi come Salvini, Lollobrigida o Donzelli hanno ampiamente fatto il loro tempo. La soluzione che propongo è chiara: servono le dimissioni immediate del ministro Salvini e la creazione d’urgenza di un comitato di esperti di alto profilo, capace di prendere in mano la gestione della crisi. Sarà poi il nuovo ministro a raccogliere le indicazioni di questo comitato per tracciare una vera tabella di marcia e garantire finalmente al comparto le risposte che merita.
Non possiamo permettere che la stanchezza o le trattative frammentate distruggano il sacrificio di chi sta mettendo la faccia per tutti noi. O ci si presenta compatti, pretendendo risposte chiare, immediate e uguali per tutti, oppure continuiamo ad accettare il ruolo di chi deve sempre accontentarsi delle briciole. È il momento di fare chiarezza, di cambiare passo e di pretendere rispetto per chi manda avanti la logistica e l’economia del nostro Paese!

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